Consumo del pellet in Italia nel 2011
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• L'Italia importa oltre il 75% del suo fabbisogno energetico.
• L'Italia è anche il mercato con la più rapida crescita al mondo nel settore del riscaldamento a pellet di legno nel riscaldamento residenziale.
Nel resto d’Europa, principalmente in Belgio, nei Paesi Bassi, nel Regno Unito, in Svezia, Danimarca ed altri Paesi il pellet viene utilizzato per la maggior parte dai grandi produttori di energia elettrica in co-combustione con il carbone, per abbattere le emissioni di CO2.
L’Italia è un Paese dove l’utilizzo del pellet è completamente diverso, come diverso è il modello di distribuzione sul mercato. Qui da noi il pellet viene utilizzato quasi esclusivamente per scaldare le case, gli uffici commerciali, imprese ed istituzioni. La maggior parte dei pellets è venduto in sacchetti da 15 kg, con piccole quantità distribuite in sacconi, soprattutto verso le imprese commerciali, come alberghi e istituzioni.
Il 48 per cento di energia in Italia è utilizzata per generare calore, con l’obiettivo di raggiungere il 17% di calore da fonti rinnovabili entro 2020, in crescita dal 6,5% nel 2010. La biomassa solida si prevede che rappresenterà la metà di queste fonti rinnovabili, e con il solare, geotermia e pompe di calore, che forniranno il restante 50%.
Nel 2012 il consumo di pellet italiano si prevede possa raggiungere 1,9 milioni di tonnellate. I consumi continuano crescere ad un ritmo di 400.000 tonnellate all'anno, con solo una piccola parte della richiesta che proviene da produzione nazionale. Da un picco produttivo di 750.000 tonnellate nel 2007, l'Italia produce oggi circa 550.000 tonnellate annue, il 29% del consumo registrato nel 2011. L’Italia produrrebbe più pellets, se non ci fosse la cronica mancanza di materia prima dovuta soprattutto alla scarsa forestazione presente (secondo la mappatura della superficie forestale nazionale intrapresa dal Corpo Forestale dello Stato, quasi il 35 per cento del nostro territorio è coperto da foreste. Nel 2010 gli ettari di foresta in Italia ammontavano a 9,1 milioni) ed alla concorrenza di produttori di pannelli di fibra di legno, produttori di carta nonché da altri consumatori di biomasse come le centrali termiche. Poichè l'Italia produce solo una piccola parte dei suoi fabbisogni di pellet, le importazioni sono aumentate da 472.000 tonnellate nel 2009 a 1,2 milioni di tonnellate nel 2011.
L'Italia importa pellet da: Austria 32%, Europa dell’Est 26% ,Altri Paesi europei 19% ,Germania 13% ,Francia, Spagna e Portogallo 5% ,Paesi del Nord Europa 4% , Canada 1%.
L’Italia è anche il più garnde mercato di stufe a pellet nel mondo: nel 2011 sono state vendute circa 188.000 stufe e 20.000 caldaie a pellet. Mentre da noi quindi il 90% del mercato viene realizzato attraverso le vendite di stufe, e solo il 10% da sistemi con caldaie, nel resto dell’Europa le vendite sono più bilanciate, divise al 50% per le circa 300.000 unità vendute annualmente.
Pertanto l'Italia rappresenta per quasi i due terzi delle vendite di stufe, vendute in tutta Europa, il mercato più allettante per i produttori di stufe e caldaie.



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