Sun 20 May 2012 - 00:53

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70.000 PRESENZE A PROGETTO FUOCO 2012 DA 39 PAESI VERONA CAPITALE MONDIALE DEL CALORE A LEGNA

A Veronafiere si è conclusa il 26 febbraio l’8^ edizione di Progetto Fuoco, la mostra internazionale riconosciuta ormai sia dagli operatori professionali sia dalle altre manifestazioni di settore europee, quale leader mondiale tra le fiere specializzate in impianti e attrezzature che producono calore ed energia dalla combustione della legna.

 

I cinque padiglioni e l’area esterna della Fiera sono stati visitati da oltre 70.000 visitatori con un aumento di oltre il 10% rispetto all’edizione precedente (con più del 20% nei primi tre giorni riservati ai professionisti del settore e col raddoppio dei visitatori esteri (oltre 6.000).

Grande è la soddisfazione di Ado Rebuli, presidente di Piemmeti, segreteria organizzativa della manifestazione, “Risultato superiore alle più rosee aspettative soprattutto in questa fase congiunturale difficile per il Paese: segno che il settore sa esprimere interessanti proposte alternative per il risparmio energetico, per la sicurezza e per l’ambiente” e di Ettore Riello, Presidente di Veronafiere “l’edizione 2012 ribadisce il ruolo di Progetto Fuoco quale manifestazione leader a livello internazionale .Lo dicono i dati relativi alle presenze che hanno fatto segnare un incremento del 15% degli espositori e del 10%. dei visitatori.”

Bella, facile da visitare, spettacolare: i 554 espositori hanno infatti messo in luce nei loro stand i prodotti di punta, dal caminetto triangolare di design alla stufa tradizionale in ceramica. Particolare imponenza di mezzi ed attrezzature ha assunto il settore delle macchine agroforestali e per la lavorazione del pellet: per la prima volta si sono viste anche autobotti per il trasporto a domicilio del combustibile legna.

Ciò che rende unico nel suo genere Progetto Fuoco è il grandioso impianto di aspirazione fumi ampliato e potenziato negli anni, tanto da coprire (unico caso al mondo di quartiere fieristico) ben quattro padiglioni, dando modo ai visitatori di vedere accesi quasi 250 tra stufe e caminetti.

Motivo di tanto interesse sono state le innovazioni tecnologiche e stilistiche di stufe, caminetti, termocucine, termocamini, barbecues. Anche produzione e qualità del pellet e della legna figurano tra le proposte delle aziende giunte da 30 Paesi di tutti i continenti.

Nutrita la componente estera dei visitatori di questa 8^ edizione, con presenze da 39 Paesi: in testa Francia e Grecia, seguite da Gran Bretagna, Germania e Spagna, Belgio, Slovenia, Austria, Canada, Slovacchia. Dal Canada è giunta una delegazione ufficiale guidata da Emmanuel Kamarianakis ministro consigliere commerciale dell’Ambasciata del Canada di Roma e formata da rappresentanze ministeriali, Associazione Nazionale di Produttori di Pellet, Ufficio di Promozione del legno, imprenditori e responsabili delle province di Quebec, Ontario e British Columbia, interessati a proporre partnership e vendita di legname delle loro foreste certificate.

La biennale veronese è stata motivo di verifica della qualità raggiunta dal settore qui rappresentato dai marchi internazionali più prestigiosi. Ed è giusto che la capitale mondiale sia considerata Verona (dov’è nato Progetto Fuoco) dal momento che l’Italia è in testa a livello mondiale per produzione di stufe e caminetti (giro d’affari un miliardo di euro prodotto da 200 aziende che nel 60% dei casi hanno sede in Veneto e Friuli) mentre sono in tutto 13.600 le imprese dell’intera filiera con 34.600 addetti e un fatturato di 5 miliardi di euro; e dato che l’Italia è primo importatore mondiale di legna da ardere e leader europeo per consumo di pellet (con 20 milioni di tonnellate di biomassa legnosa nel 2012).

Un interesse, quello per la combustione a legna, dettato dall’esigenza di risparmiare sulla bolletta termica, di “ripulire” l’atmosfera e di riscaldare gli ambienti domestici con un calore più salubre arredando casa con soluzioni di raffinato design. Per ottenere questi risultati, gli italiani che oggi hanno 5.900.000 impianti domestici a legna (1.500.000 le stufe a pellet), dimostrano di avere sempre più chiaro il confronto tra i costi dei vari combustibili: il più caro resta il gpl (182 euro per MWh termico prodotto), seguito da gasolio (113), pellet (47), legna da ardere (33) e cippato (30). Sul fronte delle emissioni in atmosfera, nei numerosi tra convegni, workshop, seminari e incontri tecnici che hanno coinvolto in Fiera oltre1.100 partecipanti, si è molto discusso di qualità dell’aria e dell’importanza di ammodernare i vecchi impianti: i più nuovi e sofisticati infatti rispondono alle sempre più restrittive normative europee e propongono attrezzature in grado di raggiungere anche rendimenti termici del 90-95%. Non sfugge poi ai più attenti che le direttive comunitarie impongono all’Italia un aumento dell’impiego di biomasse legnose entro il 2020 per aumentare l’uso di energie rinnovabili; e che il “conto energia” di imminente entrata in vigore, premierà chi passerà da vecchie caldaie a gasolio-carbone-biomassa a nuove altamente performanti e quindi ecologiche ed economiche; tali da diminuire oltretutto la dipendenza dell’Italia dai combustibili fossili stranieri.

Rinnovare il parco energetico di famiglie ed enti locali, si è detto nei convegni internazionali promossi in collaborazione con AIEL, associazioni di categoria e Università di Padova, significa oltretutto creare nuova occupazione all’interno della filiera: da chi disbosca a chi tratta il legname, dai produttori di impianti ai manutentori.

Il prossimo appuntamento con Progetto Fuoco sarà alla Fiera di Verona nel 2014

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Written on 07/05/2012, 17:38 by admin
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